"L'omicidio di un leader di Hamas a Dubai apre una crisi tra Israele e l'Ue", titola El País tornando a occuparsi dell'assassinio di Mahmud al Mabhuh, portato a termine a gennaio dai servizi segreti israeliani. Gli agenti "hanno utilizzato undici passaporti falsi di Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Germania", cosa che ha provocato "nuovi attriti" con le capitali europee, che "esigono spiegazioni". Il ministro degli esteri britannico David Miliband ha dichiarato che Israele deve capire "che non si tratta di un conflitto bilaterale, ma che riguarda tutta l'Europa", mentre Dublino chiede un'azione comune dei quattro paesi in questione. I rapporti tra Ue e Israele si erano deteriorati nel 2004, quando un documento ufficiale del ministero degli esteri israeliano li aveva definiti "in rotta di collisione". La crisi attuale si aggiunge a quella provocata dal mandato d'arresto emesso a dicembre scorso da un giudice britannico nei confronti dell'ex ministra degli esteri israeliana Tzipi Livni per i crimini di guerra commessi da Israele durante l'operazione a Gaza alla fine del 2008.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.