"Questo parlamento marcio": le cupe nubi che si addensano su Westminster sulla prima pagina del Daily Telegraph parlano da sole. Quasi un anno dopo lo scoop del quotidiano londinese sullo scandalo dei rimborsi spese dei deputati britannici, il rapporto di Thomas Legg mostra che "la frode è ben più estesa di quanto si pensasse, e non si limita alle mele marce" finite sotto accusa all'inizio della vicenda. Oltre la metà dei parlamentari dovranno rimborsare allo stato un totale di 1,15 milioni di euro. Secondo l'inchiesta di Legg, i rimborsi riguardavano soprattutto seconde case e viaggi: un deputato aveva speso da solo 44mila euro per i suoi spostamenti. Inoltre, "decine di parlamentari si sono fatti rimborsare i conti del buffet di Westminster di lobbisti e imprese private".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.