Nonostante in Belgio ci sia penuria di preti, il vescovo di Bruges e il nuovo (e contestato) arcivescovo di Bruxelles non vogliono sacerdoti originari della Polonia. Secondo quanto riferito da Trouw, la transizione dalla pia Polonia al laico Belgio sarebbe uno shock troppo grande. “Resterebbero fortemente delusi”, ha detto l’arcivescovo André-Joseph Léonard. Porte chiuse anche ai preti africani: il vescovo di Bruges Roger Vangheluwe è infatti del parere che siano più utili nei loro paesi d’origine, e dubita delle loro motivazioni a trasferirsi in Belgio: “Salvare la nostra chiesa o semplicemente immigrare?” Secondo La Libre Belgique, infine, nemmeno i gay sono bene accetti al nuovo capo della Chiesa belga: l’arcivescovo Leonard di recente ha alimentato non poche controversie affermando che l’omosessualità “non è normale”, proprio come l’anoressia “non rientra nella logica dell’alimentazione”.
Belgio
Sacerdozio, ingresso vietato a polacchi, africani e gay
4 febbraio 2010
Presseurop
Trouw Trouw, 4 febbraio 2010
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.