Per sfuggire all'antisemitismo e facilitare la propria integrazione, all'indomani della seconda guerra mondiale molte famiglie ebraiche francesi scelsero di francesizzare il proprio cognome. Si passò così da Rubinstein a Raimbauds, da Rozenkopfs a Rosents, da Wolkowiczes a Volcots e così via. "Oggi molti dei loro discendenti in cerca delle proprie radici vogliono recuperare il loro nome originale", scrive Libération. Una class action avanzata dall'associazione La force du nom ha portato il caso davanti al Consiglio di stato, il più importante tribunale amministrativo francese. "Mentre ogni straniero può francesizzare il proprio cognome, il contrario è proibito", osserva Libé. Negli Stati Uniti, invece, il diritto a recuperare il proprio nome è affermato ormai da decenni.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.