"Appena quattro mesi dopo l'abbattimento della 'giungla', diverse centinaia di clandestini vi hanno già fatto ritorno", titola Le Parisien. Questo "simbolo della precarietà dei migranti in attesa di un passaggio per la Gran Bretagna", smantellato nel settembre 2009, ospita già circa trecento immigrati, contro gli ottocento dell'anno precedente, senza contare quelli disseminati lungo la costa poco distante. A Calais le associazioni di aiuto ai migranti dicono di essere state abbandonate. "La chiusura della giungla è stato un colpo mediatico", afferma Jean-Pierre Leclercq, presidente dell'associazione Salam, "ma non ha risolto niente. L'Inghilterra dista ancora 32 chilometri, i trafficanti sono ancora là e i migranti continuano a sperare in una vita migliore".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.