Da ormai cinque giorni l’Irlanda del Nord valuta le possibili conseguenze dello scandalo a sfondo sessuale che ha interessato Iris Robinson. La settimana scorsa è stato reso noto che la sessantenne Robinson, moglie protestante del premier nordirlandese Peter Robinson, ha cercato di suicidarsi dopo aver ammesso di aver avuto una relazione con un cattolico diciannovenne. Robinson, parlamentare e membro dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord a Stormont, ha sfruttato la propria influenza politica per garantire al suo amante un prestito di 55mila euro. Dopo essere stata espulsa dal Partito democratico unionista (Dup), secondo il Belfast Telegraph ha dovuto sottoporsi a “intense cure psichiatriche”. Lo scandalo è costato la poltrona al marito, che si è dimesso "temporaneamente" l'11 gennaio, ma anche di far deragliare il processo di pace, riferisce l’Irish Times. Sia il governo britannico che quello irlandese “stanno cercando di evitare che la crisi politica e personale che ha travolto la famiglia Robinson e il Dup faccia crollare l’amministrazione di Stormont, dove vige la condivisione dei poteri”. Secondo quanto prevede l’accordo del Venerdì santo, infatti, unionisti del Dup e nazionalisti del Sinn féin governano insieme l’Irlanda del Nord, ma sono da tempo ai ferri corti.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.