Quando è troppo è troppo. Dopo il ferimento a colpi di fucile ad aria compressa di due degli immigrati irregolari che lavorano i campi attorno a Rosarno, sfruttati dalla n'drangheta e costretti a vivere in condizioni pietose, centinaia di clandestini africani sono scesi in strada e hanno sfogato la propria rabbia su qualunque cosa. Il giorno dopo migliaia di immigrati provenienti anche dai paesi vicini hanno partecipato a una marcia di protesta davanti al municipio, la cui amministrazione è stata sciolta mesi fa per legami con la n'drangheta. Mentre la polizia e gli operatori sociali puntano il dito contro il brutale sfruttamento dei clandestini da parte della malavita, il ministro dell'interno Roberto Maroni ha ripetuto le sue tesi preferite: ci sono "troppi immigrati", e la loro presenza "alimenta la criminalità". Nel suo editoriale sul Corriere della Sera, Angelo Panebianco preferisce invece dare la colpa alla contrapposizione tra idee "estreme" sull'immigrazione: "esiste un folto assortimento di politici superficiali, di xenofobi, di educatori scolastici, di intellettuali liberal, di preti (troppo) accoglienti, di magistrati democratici, e di altri, intento a fabbricare guai."
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.