Corriere della Sera, 8 gennaio 2010

Quando è troppo è troppo. Dopo il ferimento a colpi di fucile ad aria compressa di due degli immigrati irregolari che lavorano i campi attorno a Rosarno, sfruttati dalla n'drangheta e costretti a vivere in condizioni pietose, centinaia di clandestini africani sono scesi in strada e hanno sfogato la propria rabbia su qualunque cosa. Il giorno dopo migliaia di immigrati provenienti anche dai paesi vicini hanno partecipato a una marcia di protesta davanti al municipio, la cui amministrazione è stata sciolta mesi fa per legami con la n'drangheta. Mentre la polizia e gli operatori sociali puntano il dito contro il brutale sfruttamento dei clandestini da parte della malavita, il ministro dell'interno Roberto Maroni ha ripetuto le sue tesi preferite: ci sono "troppi immigrati", e la loro presenza "alimenta la criminalità". Nel suo editoriale sul Corriere della Sera, Angelo Panebianco preferisce invece dare la colpa alla contrapposizione tra idee "estreme" sull'immigrazione: "esiste un folto assortimento di politici superficiali, di xenofobi, di educatori scolastici, di intellettuali liberal, di preti (troppo) accoglienti, di magistrati democratici, e di altri, intento a fabbricare guai."