Il Manifesto del 3 giugno 2009.
Nonostante i solenni impegni per un'immediata ricostruzione presi all'indomani della tragedia in Abruzzo, "a due mesi, 302 morti e 65mila sfollati dal giorno del terremoto, l'unica cosa visibile è l'emergenza", scrive Il Manifesto. Tra le vittime di questa situazione, secondo il quotidiano comunista, ci sarà la partecipazione alle elezioni europee. Ai 35mila "pendolari del terremoto", già costretti a fare la spola tra le sistemazioni provvisorie lungo la costa abruzzese e i loro luoghi di residenza e lavoro, votare nelle circoscrizioni allestite alla bell'e meglio tra le macerie costerà non poche difficoltà, che si aggiungono alla disillusione per l'abbandono da parte delle istituzioni. Facile prevedere un astensionismo record, dunque
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.