"L'Europa rischia di diventare la Svizzera del mondo" afferma preoccupato Guy Verhofstadt in un'editoriale lo stesso giorno sui quotidiani belgi Le Soir e De Morgen. All'indomani del fallimento del vertice di Copenhagen sul clima (COP15), , il capo del gruppo liberale al Parlamento europeo ed ex primo ministro belga constata che "l'Europa non è più ascoltata dalle grandi potenze". Nonostante un trattato di Lisbona che dovrebbe favorire l'affermazione di una diplomazia europea, l'Ue è stata in realtà esclusa dai negoziati finali. Per Verhofstadt, "Copenaghen è il segnale che l'Unione europea deve diventare un'unione politica, una federazione politica. Gli Stati membri dell'Unione europea non hanno scelta: o far sentire la loro voce attraverso l'Europa o essere condannati al silenzio". (adr)
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.