Público, 18 dicembre 2009
Com'è sua abitudine, Alberto João Jardim non usa mezzi termini: "Se ci verranno nuovamente negati i mezzi finanziari che ci spettano, dovremo pensare ad altre soluzioni". Il vulcanico presidente del governo regionale di Madeira si riferisce alla secessione, spiega Público, nel caso in cui Lisbona non lo autorizzi a superare i limiti imposti all'indebitamento delle regioni. Jardim, che governa l'arcipelago dal 1978, vuole lanciare un programma di infrastrutture che potrebbe essere ammortizzato a partire dal 2011, data entro cui promette per l'ennesima volta di lasciare il potere. Se non proclama subito la secessione è solo perché, secondo lui, "al momento le condizioni non sono adatte", anche se si riserva di cambiare idea in futuro.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.