Le immagini del volto sanguinante di Silvio Berlusconi, ferito dallo squilibrato Massimo Tartaglia a Milano, hanno riempito le pagine dei giornali di mezzo mondo. Non fa eccezione il quotidiano del premier, Il Giornale, che sfrutta l'episodio per lanciare un pesante attacco contro l'opposizione, colpevole di aver ispirato il gesto. "Il fronte dell’odio anti Cavaliere ha incassato il primo risultato", scrive Alessandro Sallusti, che aggiunge: "la violenza contro Berlusconi non è stata un caso. C’è una regia e una strategia che passa anche per giornali, segreterie politiche e trasmissioni televisive irresponsabili". Sotto accusa soprattutto il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che nei giorni scorsi aveva parlato della possibilità di un'"azione violenta", definito "mandante morale" dell'attacco.
Mentre Di Pietro ha dichiarato a caldo che "il menefreghismo di Berlusconi istiga la violenza", il resto dell'opposizione ha scelto la solidarietà e la condanna senza riserve. A cominciare da Repubblica, che commenta nel suo editoriale: "Amici e avversari, sostenitori e oppositori oggi devono essere solidali con il premier. [...] La libertà di Berlusconi di dispiegare le sue politiche e le sue idee coincide con la nostra stessa libertà di criticarlo. Questo spazio di libertà si chiama democrazia: difendiamola."
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.