Al suo primo vertice, "Herman Van Rompuy ha sorpreso i leader europei con un messaggio chiaro e pragmatico per semplificare il funzionamento dell’Unione", scrive El País. Van Rompuy ha cominciato con l’annuncio di una drastica diminuzione dei partecipanti alle riunioni del Consiglio europeo», sottolinea il quotidiano di Madrid. Il neoeletto presidente del Consiglio europeo ha affermato che intende farla finita con i comunicati "lunghi, burocratici e incomprensibili" e proporre un documento di "tre o quattro pagine che possa essere compreso da tutti". A partire dal 1 gennaio la Spagna assumerà la presidenza dell’Unione, la prima sotto il trattato di Lisbona che ha affidato al presidente del Consiglio la direzione delle riunioni. Ma dato che Van Rompuy non dispone ancora di un’equipe e che la nuova Commissione non sarà pronta prima della fine di gennaio, "il ruolo del premier spagnolo Zapatero sarà ben più importante di quello dei suoi successori", conclude El País.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.