Con la pubblicazione di un intervento comune sul Wall Street Journal, Nicolas Sarkozy e Gordon Brown si schierano a favore dell’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, scrive Les Echos. La Francia sottoscrive anche la proposta britannica di tassare al 50 per cento i bonus distribuiti ai banchieri nel 2009, e i due paesi cercheranno di convincere anche gli altri paesi europei a fare lo stesso, a cominciare dalla Germania. Intervistata in proposito, «la cancelliera Angela Merkel si è limitata a definire la proposta ‘affascinante’», osserva il quotidiano, «come se non ci credesse davvero». Inoltre, osserva Les Echos nel suo editoriale, «questa tassa equivale ad ammettere il fallimento degli sforzi intrapresi fin dall’inizio della crisi finanziaria per riportare alla ragione un settore i cui eccessi hanno precipitato l’economia mondiale nella recessione attuale». E anche se la misura annunciata da Londra non farà loro piacere, i numerosi banchieri francesi che vivono a Londra non sembrano intenzionati a lasciare la City, come rivela un reportage del Guardian su questa vasta e florida comunità.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.