Oltre un centinaio di munumenti storici cechi sono stati posti sotto sequestro dalla giustizia. “Karlštejn e Hluboká confiscati", titola in prima pagina Lidové Noviny, sopra alla foto di alcuni dei più famosi castelli del paese. Il quotidiano rivela che fa nove mesi questi testori dell'architettura gotica e barocca figurano nel catasto "con il qualificativo poco entusiasmante di 'sotto sequestro'" a causa di "un banale conflitto" tra l’Istituto dei monumenti nazionali e una società privata a proposito della concessione dei giardini del Castello di Praga. Questo "lento e banale processo giudiziario" dura dal 2006, spiega il quotidiano. Per lo stato, il rischio non è di perdere i monumenti storici quanto piuttosto l'impossibilità per l'Istituto dei monumenti nazionali di ricevere le sovvenzioni europee. È sorprendente che la giustizia sia così lenta nel pronunciarsi su una vicenda che riguarda "lo stesso stato che l'alimenta", commenta Lidové Noviny.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.