L'Irlanda si prepara ad affrontare la finanziaria più rigide della sua storia. Per mantenere competitivo il mercato delle obbligazioni, il governo vuole ridurre di quattro miliardi di euro il deficit pubblico – oltre il 12 per cento del Pil. Nel mirino c'è soprattutto la pubblica amministrazione, le cui retribuzioni subiranno un taglio di 1,3 miliardi. Secondo l'Irish Independent , anche la previdenza sociale è destinata a patire la forbice del premier Brian Cowen, che ha in mente una riduzione del 10 per cento dei fondi per l'infanzia. L'unica buona notizia, scrive il quotidiano, è che sarà ridotta anche l'imposta sull'alcol. Ciò dovrebbe portare a una riduzione del 10 per cento sul prezzo di una pinta, forse per aiutare l'amnesia collettiva sulla cattiva gestione economica del Fianna Fáil durante gli anni del boom.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.