Il Manifesto, 7 dicembre 2009

Oltre 200mila persone hanno partecipato al No-B Day, la manifestazione "auto-organizzata" (ma sono in molti a indicare l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro come il vero motore dell'evento) che aveva come trait d'union la richiesta delle dimissioni del premier Silvio Berlusconi. Il Fatto Quotidiano, che dell'antiberlusconismo ha sempre fatto la sua bandiera, festeggia la riuscita del corteo, nonostante la mancata adesione del Pd. L'editoriale di Antonio Padellaro celebra l'"energia nuova" rappresentata dai giovani che hanno partecipato alla manifestazione: "Generazioni abbandonate a sé stesse, senza lavoro e senza prospettive in un paese dominato da un potere invecchiato male, rancoroso, autistico, indifferente". Gli fa eco Il Manifesto: "È una nuova generazione che entra in campo. [...] Che non ha fatto il '68, che non ha esperienza di partito. Che vuole diventare una voce pubblica". 

Di tutt'altro avviso, ovviamente, il Giornale. "Lo vogliono alla sbarra e alla gogna", scrive il direttore Vittorio Feltri, che ironizza: "Deucentomila persone sono inconsapevolmente diventate picciotti". Il riferimento è alle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, che ha accusato in tribunale Berlusconi di essere sceso a patti con la mafia. Secondo Feltri, le accuse di Spatuzza sono in realtà un tentativo di minare l'impegno del governo contro la mafia, che negli ultimi mesi ha portato all'arresto di diversi boss.