"Stallo completo nell'affare Haidar", titola El País. Dal 16 novembre la militante saharawi Aminatou Haidar è in sciopero della fame all'aeroporto di Lanzarote, alle Canarie. Dopo essere stata espulsa dall'aeroporto di Al Aioun in Sahara Occidentale, una regione amministrata dal Marocco ma la cui sovranità è tutt'ora contesa, si è vista ritirare il suo passaporto marocchino. "Il rifiuto di Rabat di permettere il ritorno di Haidar sta provocando una tensione diplomatica" tra Spagna e Marocco, spiega il quotidiano di Madrid.
"Ha senso offrire un rapporto privilegiato con l'Ue al Marocco se il suo sistema politico si allontana dall'Europa su aspetti basici come la libertà di stampa o i diritti umani?", si chiede l'analista Bernabé López. Rabat ha fatto sapere che non concederà un nuovo passaporto a Haidar a meno che non "chieda scusa al re".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.