Il controverso "dibattito sull'identità nazionale" lanciato all'inizio di novembre dal ministro francese dell'immigrazione Eric Besson dovrà essere portato avanti in tutto il paese dai prefetti. A questo scopo hanno ricevuto dal governo un documento contenente duecento domande che dovrebbero aiutarli a organizzare la consultazione tra i cittadini.
Secondo L'Humanité, il documento "presenta gli immigrati come un possibile elemento di pericolo per la Francia". Dei sei capitoli, quattro riguardano gli immigrati con domande definite xenofobe e "spiccatamente antirepubblicane", per sempio: "come evitare l'arrivo sul nostro territorio di stranieri irregolari e in condizioni di vita precarie e generatrici di vari disordini (lavoro nero, delinquenza)?"; "i valori dell'identità nazionale sono compatibili con il comunitarismo?", e così via. Da notare infine che gli autori del questionario non hanno dedicato che un capitoletto alla questione dell'identità europea.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.