"I tre principali leader romeni hanno adottato lo stile politico in voga in Botswana", titola Gândul. Il quotidiano riassume così gli scandali e le "sanguinose" diatribe che hanno segnato la campagna elettorale delle presidenziali previste per il 22 novembre.
I tre candidati, il premier in carica Traian Băsescu, il socialdemocratico Mircea Geoană e il liberale Crin Antonescu, hanno "evitato i dibattiti televisivi mandando invece davanti alle telecamere i membri del loro staff". Un'abitudine romena, ma "non dimentichiamo che è caratteristica delle democrazie più deboli, come l'Afghanistan, il Botswana o l'Ucraina", si lamenta il giornale di Bucarest. Secondo un sondaggio Tns-Csop, Băsescu è avanti con il 34 per cento delle preferenze. seguito da Geoană (31%) e Antonescu (21%).
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.