Secondo la visione dei tabloid britannici, l’Ue getta un’ombra inquietante sul diritto di ogni cittadino inglese di bersi la sua tazza di tè e voler bene alla regina. Dopo il trattato di Lisbona sul Daily Express è stato tutto un susseguirsi di titoli sulla perdita di sovranità della Gran Bretagna a favore di oscuri burocrati di Bruxelles. Oggi tocca alla rivelazione che il favorito per il posto di presidente del Consiglio europeo, il belga Herman Van Rompuy, è un “pagliaccio”.
La notizia viene dalla sorella dello stesso Van Rompuy, che milita in un partito politico rivale e ha aiutato a “preparare un manifesto nel quale si vede suo fratello atteggiarsi a pagliaccio in occasione di una recente elezione”, riferisce il quotidiano. “La foto mostra Van Rompuy con tanto di naso rosso e cappello da clown in testa”. Nigel Farage, del partito euroscettico Ukip, ha dichiarato che “l’elenco dei belgi famosi non si arricchirebbe certo con la sua nomina”.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.