“La regina Fabiola è morta. È deceduta dopo essere venuta a sapere della separazione di Laurent e Claire” [suo nipote e sua moglie]. La notizia, diffusa il 16 novembre dall’agenzia di stampa Belga, ha fatto il giro di tutto il Belgio prima che la bufala fosse scoperta, riferisce Le Soir. Proprio quel giorno Belga aveva inaugurato una nuova piattaforma ispirata a Twitter e denominata “Ihavenews”, che consente agli utenti di diffondere in 160 caratteri le notizie interessanti da pubblicare sul canale classico di Belga, “senza intervento alcuno dei giornalisti dell’agenzia”, precisa sempre Le Soir. L’annuncio del decesso dell'81enne vedova di re Baldovino era firmato con un nome fittizio, Jos Josken, che in fiammingo significa “Signor Tal dei Tali”. Tutti i media abbonati a Belga hanno immediatamente ricevuto la notizia. Avvisata via telefono, la direzione dell’agenzia ha fatto circolare una smentita ufficiale nel pomeriggio, assicurando che in futuro le notizie saranno “prima filtrate”.
Belgio
I nuovi media uccidono la regina Fabiola
17 novembre 2009
Presseurop
Le Soir Le Soir, 17 novembre 2009
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.