In Francia è la polemica del momento: sconvolto dagli attacchi rivolti al presidente Nicolas Sarkozy dalla scrittrice Marie NDiaye – vincitrice del premio Goncourt 2009 – un deputato della maggioranza, Eric Raoult, ha chiesto a gran voce al ministro della cultura che gli scrittori che ricevono il più prestigioso premio letterario francese siano tenuti a rispettare un “doveroso riserbo”. In un’intervista concessa alla rivista Les Inrockuptibles nell’agosto 2009, Marie NDiaye ha dichiarato di aver scelto di vivere a Berlino in buona parte per avversione nei confronti del presidente della repubblica: “Trovo esecrabile questa atmosfera poliziesca, questo clima di volgarità”. Libération ritiene che la “proposta di censura sia significativa del clima che regna al momento a destra e al governo” e dà la parola allo scrittore e ministro Frédéric Mitterrand, che afferma di non “voler entrare in questa ridicola polemica”.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.