Le quotazioni del primo ministro belga Herman Van Rompuy per il posto di presidente del Consiglio europeo sono in ribasso dopo il ritiro del ministro degli esteri inglese David Miliband dalla corsa all'incarico di Alto rappresentante per la politica estera Ue, afferma Le Soir. La fine di questo ticket, apprezzato da molti stati membri, potrebbe ritardare l'annuncio delle designazioni, previsto per il Consiglio europeo straordinario di questo giovedì. Il quotidiano belga cita altri candidati alla carica di Alto rappresentante: il commissario inglese al commercio Catherine Ashton, il ministro degli esteri svedese Carl Bildt o l'ex premier italiano Massimo D'Alema. “Questa svolta ha riacceso le speculazioni per quanto riguarda l'altro portafoglio europeo, quello di presidente del Consiglio”, prosegue Le Soir. Tony Blair, accantonato dopo l'ostilità dichiarata alla sua candidatura, sembra tornare d'attualità e si fa anche il nome dell'ex presidente irlandese Mary Robinson, oltre che del premier olandese Jan Peter Balkenende.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.