“Ogni cittadino ha diritto a internet”, titola De Standaard riferendosi a un accordo siglato tra il Parlamento europeo e il Consiglio europeo sul “pacchetto telecomunicazioni”, all’esame dei deputati. I provider che consentono l’accesso a internet non potranno più interrompere la connessione dei loro clienti che avessero violato il diritto d’autore, se non dopo una procedura giudiziaria conforme alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Il quotidiano spiega che l’Unione europea ha così “riconosciuto che Internet è di importanza vitale per esercitare i diritti fondamentali, quali l’accesso all’informazione e alla libera espressione” e questo “malgrado le forti pressioni da parte dell’industria della musica e del cinema”. Finora, infatti, un artista che ritenesse che i suoi diritti d’autore erano stati violati da un internauta poteva chiedere al provider di quest’ultimo di staccargli la connessione. De Standaard precisa che “soltanto in presenza di casi molto gravi, come la pedopornografia o il terrorismo, è possibile una deroga alla procedura”.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.