Il giorno in cui il presidente ceco Václav Klaus ha finalmente firmato il trattato di Lisbona, il Daily Telegraph annuncia che il leader del Partito conservatore britannico David Cameron si prepara a una clamorosa marcia indietro sul controverso documento. "Nel 2007 Cameron aveva solennemente promesso ai suoi elettori che una volta al governo avrebbe sottoposto il trattato a un referendum", ricorda il quotidiano londinese. Ma dopo la ratifica da parte dei 27 membri Ue Cameron, favorito alle prossime elezioni, sta mettendo le mani avanti. In occasione di una conferenza stampa ha fatto capire che il suo atteggiamento è cambiato. "Vogliamo il referendum, ma sembra che ormai il trattato sia diventato parte della legislazione europea", ha affermato. A Bruxelles ci si chiede se dopo questa inversione sull'Europa Cameron non si stia preparando anche a rivedere la sua alleanza con l'estrema destra polacca e lettone al Parlamento europeo.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.