I consumatori olandesi hanno adesso un nuovo comodo strumento a loro disposizione per consumare in modo responsabile: l’indicatore carne per l’animale e l’ambiente. Si tratta di un cartoncino delle dimensioni di una carta di credito che mette in rapporto tutti gli alimenti di origine animale al benessere delle bestie e al loro impatto ecologico, spiega il quotidiano Trouw. Così si scopre, per esempio, che l’impronta di carbonio della selvaggina è relativamente bassa, mentre galline e tacchini sono allevati in pessime condizioni.
Le numerose etichette esistenti “tengono conto di un’unica dimensione, mentre il consumatore ha bisogno di avere una visione d’insieme” spiega dalle pagine di Trouw un portavoce dell’associazione Varkens in Nood (maiali sotto stress), all’origine dell’iniziativa. Da tempo i consumatori olandesi sono sensibilizzati alle sofferenze degli animali nell’allevamento intensivo e chiedono una riduzione del consumo di carni, in quanto “l’utilizzo di acqua, la perdita della biodiversità e le emissioni di gas serra” legati agli allevamenti sono molto rilevanti.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.