"La cortina di ferro del fiume Prout scomparirà?" si chiede Timpul all'indomani della firma del Trattato di libera circolazione con la Romania. Da oggi, riferisce il quotidiano moldavo, "più di un terzo della popolazione moldava, cioè oltre un milione di persone, non avrà più bisogno di visto per entrare in Romania".
Firmato martedì 20 ottobre a Chisinau, il trattato prevede la libera entrata in Romania – e quindi nell'Unione europea – dei moldavi che vivono nei dipartimenti lungo la frontiera comune, delimitata dal fiume Prut. In entrambi i paesi gli abitanti dei villaggi situati a meno di 30 chilometri dalla frontiera potranno in questo modo recarsi nel paese vicino. "Le nostre relazioni con l'Ue e con la Romania tornano alla normalità", esultava martedì Iurie Leanca, il ministro moldava degli Esteri. Ma per la sua entrata in vigore, prevista alla fine del 2009, si dovrà attendere il parere della Commissione europea.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.