Mai prima d’ora, nel pieno di una crisi finanziaria e climatica, i contabili avevano lavorato con tanto zelo in Gran Bretagna. La stampa britannica torna a occuparsi delle note spese dei parlamentari britannici. Tra le prime pagine spicca quella del Daily Telegraph, che rivela che il premier Gordon Brown dovrà restituire 12.500 sterline (13.544 euro) al tesoro per le sue “spese di pulizia, giardinaggio e decorazione”. Era stato lo stesso Brown a dare il via l’estate scorsa a un’inchiesta indipendente, guidata da Sir Thomas Legg, grazie alla quale oltre 500 parlamentari dovranno ora giustificare le proprie note spese. Il leader dei liberal-democratici Nick Clegg dovrà restituire 910 sterline per spese di giardinaggio. Il conservatore David Cameron invece dovrà presentare solo le copie dei pagamenti degli interessi del mutuo relativi al 2006.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.