"Il discorso di re Michele, uno storico messaggio su come dovrebbero essere i rumeni", titola Jurnalul Naţional all'indomani dell'intervento dell'ex sovrano di Romania davanti al parlamento di Bucarest in occasione del suo novantesimo compleanno. La maggioranza della stampa si attendeva una critica al governo attuale e un invito alla moralità, ma re Michele, mandato in esilio in Svizzera dai comunisti dopo aver abdicato nel 1947, ha incentrato il suo discorso sull'identità nazionale rumena: "Gli aspetti più importanti da salvaguardare, dopo la libertà e la democrazia, sono l'identità e la dignità", ha dichiarato l'ex sovrano. Il presidente rumeno Traian Băsescu non ha onorato l'assemblea con la sua presenza, dopo che in giugno aveva definito l'abdicazione del re "non una atto di patriottismo ma un tradimento degli interessi nazionali della Romania". La dichiarazione di Băsescu era stata fortemente criticata dalla stampa locale. Michele di Romania ha scelto di non commentarla.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.