Le tre centrali nucleari più vecchie del Belgio rimarranno in servizi fino al 2025, annuncia De Standaard, tanto quanto le tre centrali più recenti. Il ministro dell'energia, il socialista Paul Magnette, ha preso la decisione in seguito al rapporto Gemix, nel quale alcuni esperti internazionali prevedono difficoltà negli approvvigionamenti di energia. Una legge votata nel 2003 dichiarava che queste centrali avrebbero dovuto chiudere nel 2015. Electrabel, fornitore di elettricità in Belgio che appartiene al gruppo francese Gdf-Suez, dovrà versare una parte fissa dei suoi redditi allo Stato, investire nelle energie rinnovabili e mantenere i prezzi a un livello accettabile.
I Verdi hanno subito denunciato questo "accordo fra Electrabel e il governo". Citata da De Morgen, la deputata verde Tinne Van der Straeten ritiene che "in cambio di qualche centesimo per il suo bilancio", il ministro garantisce il monopolio e i profitti di Electrabel, che andranno "tutti in Francia". "I francesi brinderanno con lo champagne", dice la deputata, ricordando che "in nessuna parte del mondo vi sono centrali vecchie come quelle del Belgio".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.