I cechi credono più all’oroscopo che in Dio, e non per niente sono considerati in tutto il mondo gli atei per antonomasia. Malgrado ciò, o forse proprio per questo, il “controverso capo dei cattolici” – come Lidové Noviny ha chiamato Benedetto XVI – nei giorni scorsi ha effettuato un “pellegrinaggio in un paese non cofessionale”.
Il quotidiano di Praga riferisce che il Papa ha esortato i cechi a non dimenticare la tradizione: la sua messa domenicale, celebrata a Brno, in Moravia, ha richiamato 120mila persone ed è stata dedicata alla speranza, mentre nella messa di lunedì a Stará Boleslav il pontefice si è rivolto soprattutto ai giovani. Benedetto XVI ha ricordato la leggenda di San Venceslao, il principe ceco diventato santo protettore della nazione e a Praga – si legge ancora sul giornale – ha ricevuto politici e professori universitari, mettendoli in guardia, in questa nostra epoca caratterizzata dall’informazione e dalla tecnologia, dalla tentazione di mettere in contrapposizione tra loro ragione, fede e ricerca della verità. A ricordo della sua visita, il “Papa della verità” – come lo ha soprannominato su Lidové Noviny Zbyněk Petráček – ha ricevuto numerosi doni, tra i quali una croce d’argento risalente all’epoca della Grande Moravia (IX secolo), quando iniziò a diffondersi la religione cristiana.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.