Un nuovo scandalo fa tremare la giustizia romena. "Sistema marcio. Undici giudici della corte suprema accusati di corruzione", titola România Liberă. Secondo il quotidiano di Bucarest il 7 ottobre la Direzione nazionale anticorruzione ha infatti aperto un'inchiesta nei confronti di 11 magistrati dell'Alta corte di giustizia e di cassazione, sospettati di aver ricevuto regali e agevolazioni da Florin Chiriac, uomo d'affari romeno residente in Francia e coinvolto in numerosi processi. La Direzione avrebbe inoltre avviato un'inchiesta preliminare che coinvolgerebbe altri 3 giudici, riporta România Liberă.
"Questo ambiente corrotto causa danni spropositati al paese, perché i verdetti truccati sono già costati alle casse dello stato diversi miliardi di euro", commenta il quotidiano. "Inoltre la corruzione viene criticata regolarmente dall'Unione europea e dagli Stati Uniti". A causa della corruzione e della mancanza di professionalità della giustizia "le società scelgono altri paesi per investire", perché la Romania "è un paese dove puoi morire senza aver ottenuto giustizia, se non sei disposto a pagare qualche bustarella ai giudici", denuncia România Liberă.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.