Con il dodicesimo posto nella classifica mondiale della corruzione di Transparency International, l'Austria si comporta decisamente meglio di altri. Tuttavia Die Presse chiede alla classe politica di fare autocritica e si domanda se questo paese non sia una repubblica delle banane. Infatti l'ultimo rapporto dell'ong anticorruzione critica i legami, molto stretti in questo paese, fra il mondo politico e il settore bancario. I vertici delle istituzioni di controllo, come l'autorità dei mercati finanziari (Fma), sono nominati dai politici.
"Questa critica non sarebbe potuta arrivare in un momento migliore. Solo martedì scorso il consiglio dei ministri ha riconfermato il responsabile dell'Fma", osserva il quotidiano viennese, che ritiene che "le affermazioni di Transparency International non sorprenderanno molti austriaci. Da decenni infatti il paese è completamente scisso in due blocchi bancari rosso e nero [con riferimento ai colori dei due grandi partiti politici] e se non si ha la tessera del partito giusto non si può neanche sperare di pulire i gabinetti. Ma che questa situazione venga constatata anche dalle istituzioni internazionali di lotta alla corruzione è piuttosto imbarazzante".
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.