Nelle case francesi i cassetti sono pieni di manoscritti che non aspettano che una cosa: uscire dall'ombra per fare del loro umile autore un grande scrittore. Secondo un sondaggio del Figaro Littéraire/OpinionWay, un francese su tre (il 32 per cento) ha già scritto o sogna di scrivere un libro. Il 3 per cento (cioè 1,4 milioni di francesi) ha già scritto diverse pagine e 400mila hanno inviato il loro testo a una casa editrice. E a quanto pare il virus è nazionale, poiché "questo fenomeno interessa tutte le categorie di persone, indipendentemente dal sesso, dall'età, dal livello sociale, dal mestiere esercitato o dal luogo di abitazione", scrive Le Figaro. Quali storie i francesi vogliono raccontare? La loro. Nove testi su dieci sono o sarebbero una storia a carattere autobiografico. Ma mentre i francesi sono così innamorati della scrittura, il loro appetito per la lettura sembra molto meno forte. Secondo il sondaggio, quasi una persona interpellata su cinque (il 19 per cento) non ha letto alcun libro negli ultimi dodici mesi.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.