"E ora?" All'indomani dello smantellamento della "giungla", il campo profughi di Calais, Libération si interroga sull'avvenire di questi candidati all'esilio in Gran Bretagna e sulla soluzione alle questioni migratorie. "Al momento l'Ue ha armonizzato al ribasso le regole per l'ingresso dei richiedenti asilo", scrive il quotidiano francese, che ricorda che la gestione dei migranti è regolata dalla normativa "Dublin II" che prevede che i profughi presentino la domanda d'asilo nel paese in cui hanno fatto ingresso nell'Ue. "L'afflusso di clandestini nella 'giungla', ma anche a Lampedusa, Gibilterra e altrove, richiede un piano europeo vero e proprio. Bisogna che i paesi del vecchio continente trovino l'accordo su un sistema d'asilo. Solo così potremo mettere fine a queste indegne 'operazioni di pulizia'", conclude Libération.
Il leader della sinistra radicale che vuole stracciare i patti con la troika potrebbe vincere le elezioni del 17 giugno. Il suo tour delle capitali europee ha confermato la sua irresistibile ascesa.
Anche attingendo alla vastissima mitologia classica, è difficile trovare una metafora che spieghi la complessità della crisi greca. Quel che è certo è che gli economisti non sono déi.
Quest’anno il festival della canzone europea si svolge in Azerbaijan, non certo un modello di democrazia e diritti. Ma i soldi del petrolio bastano a tenere lontane le critiche.