Lisbona riparte da Berlino
Si è dovuto ricorrere a mostruosità di lessico giuridico come "clausole-ponte", "competenze-competenze" e "procedure-freno d'emergenza", ma alla fine "al Bundestag è riuscito il grande salto", constata la Frankfurter Rundschau salutando l'adozione da parte del parlamento tedesco della legge che apre la strada alla ratifica del trattato di Lisbona, richiesta dalla Corte costituzionale a fine giugno. I deputati dovranno dire la loro sull'adozione delle leggi europee, "ma senza fare di Berlino l'anatra zoppa dell'Unione". Rispondendo "quanto meno possibile" alle richieste dei giudici di Karlsruhe, il parlamento ha dato "un segnale di movimento in un'Europa bloccata", gioisce il quotidiano, considerato favorevole al trattato. La FR sottolinea che il voto dell'8 settembre dovrebbe impedire ai "populisti della Csu [ramo bavarese della Cdu di Angela Merkel] di strumentalizzare il dibattito per condurre la politica europea tedesca sul binario dell'euroscetticismo". L'ultima tappa prima della ratifica è il passaggio della legge al Bundesrat [parlamento], previsto per metà settembre.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
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