Il virus H1N1 nuoce alla democrazia?
"Il dibattito deve estendersi alle conseguenze umane e sociali delle strategie di lotta contro la pandemia. Con una preoccupazione: preservare nella gestione di questa crisi le regole della democrazia”. Questo è l’appello lanciato in prima pagina su Libération da decine di uomini politici francesi, sindacalisti, ricercatori, medici e responsabili di Ong (Médecins sans frontières, Médecins du Monde, Aides). In caso di pandemia “i rischi per la salute potrebbero degenerare in rischi per le libertà”, sottolinea il quotidiano francese che rivela che, oltre ai provvedimenti presi autonomamente dai sindaci o dai direttori d’azienda, il governo prepara misure eccezionali nelle carceri, come il prolungamento della carcerazione preventiva e lo svolgimento dei processi a porte chiuse. Oggetto di discussione è anche la totale assenza di un dibattito democratico sull’argomento, di cui si occupano esclusivamente esperti e politici, senza concertazione con la società civile né con le parti sociali.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Lo sfruttamento commerciale dei siti archeologici annunciato dal governo greco ha provocato uno scandalo. Ma in Europa è una pratica ormai diffusa.