Gli irlandesi non hanno ancora deciso
I risultati del sondaggio pubblicato dall'Irish Independent provocheranno una certa dose di nervosismo a Bruxelles. Secondo l'inchiesta, infatti, la percentuale di irlandesi favorevoli all'adozione del trattato di Lisbona è scesa dal 54 al 46 per cento. Difficilmente l'impopolare governo del Fianna Fáil, che si schiera a favore della ratifica, sarà sollevato dal sapere che solo il 29 per cento degli intervistati ha dichiarato di voler votare no il prossimo 2 ottobre. Il dato più sorprendente è quello degli indecisi: 25 per cento, nonostante il trattato, in seguito alla vittoria del no al referendum del 2008, sia stato ammorbidito soprattutto per quanto riguarda l'aborto. Dimostrando un debole per la figura retorica della litote, l'ex presidente del parlamento europeo ha dichiarato che il sondaggio è la prova che "c'è ancora molto lavoro da fare".
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
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A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.