La Francia rischia l'esplosione sociale
I dipendenti delle aziende francesi New Fabris, Nortel e Jlg hanno affermato che sono pronti a far saltare gli impianti se non verranno accolte le loro richieste sull'indennità di licenziamento. Secondo Libération, "il sequestro dei padroni ha vinto". La minaccia degli operai dimostra che "la tensione è salita". Questa radicale "strategia del bonbon", come la definisce il quotidiano francese, permette ai lavoratori di attirare l'attenzione dei media e di superare l'incapacità dei padroni rivolgendosi direttamente ai poteri pubblici. Secondo il sociologo Guy Groux, esperto di conflitti sociali, "è una crisi del sindacalismo", in cui i dirigenti "non riescono più a controllare la base". Diversa è la questione dell'efficacia di questa strategia. "A differenza del sequestro, l'esplosione è solo una minaccia virtuale", pensa Groux. "Se non viene messa in atto s'indebolirà in fretta".
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Lo sfruttamento commerciale dei siti archeologici annunciato dal governo greco ha provocato uno scandalo. Ma in Europa è una pratica ormai diffusa.