I marmi del Partenone restano a Londra
"Schiaffo agli inglesi". A pochi giorni dall'inaugurazione del nuovo museo dell'Acropoli, prevista per il 20 giugno, la polemica greco-britannica sulla restituzione dei marmi del Partenone trova spazio nel supplemento culturale di To Ethnos. Il ministro della cultura greco Antonis Samaras ha rifiutato l'offerta di prestito avanzata dal British Museum sotto la condizione che i greci riconoscano che il museo londinese è il proprietario di questo tesoro culturale: "Accettare l'offerta equivarrebbe a legalizzare il furto dei marmi e lo smantellamento del monumento avvenuto 207 anni fa", ha spiegato il ministro. La porta però resta aperta, dato che la Grecia vuole "continuare a negoziare" perché "il vuoto che i marmi lascerebbero al British Museum sia adeguatamente riempito".
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Lo sfruttamento commerciale dei siti archeologici annunciato dal governo greco ha provocato uno scandalo. Ma in Europa è una pratica ormai diffusa.