La Catalogna mata la corrida
"La fine della festa?", si chiede El Periódico a proposito della "stoccata finale" assestata dal parlamento della Catalogna alla corrida nella regione. Dopo mesi di dibattito pubblico i parlamentari hanno votato per l'interdizione, 68 favorevoli e 55 contrari. Lo stop alla corrida entrerà in vigore il primo gennaio 2012. La decisione fa seguito a una campagna condotta dalla Piattaforma animalista Prou, sostenuta da 180mila cittadini e trasformatasi in un'iniziativa di legge popolare. Il voto mette fine a una polemica infuocata, che in Spagna contrappone sentimenti animalisti e identitari. Il quotidiano madrileno Abc titola: "parlano di tori, ma in realtà è la Spagna", sottolineando che il voto catalano non è altro che la manifestazione di un "opportunismo nazionale" volto ad "attaccare le manifestazioni culturali condivise con il resto della Spagna".
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.