Un gasdotto esplosivo
La Polonia potrebbe mettere i bastoni tra le ruote del progetto russo-tedesco di costruire un gasdotto attraverso il Mar baltico, scrive il quotidiano polacco Polska. La Commissione europea ha dato a Varsavia il compito di ripulire il fondo del Baltico dalle armi chimiche perdute durante la Seconda guerra mondiale. Una dettagliata analisi ecologica condotta sotto supervisione polacca lascia intendere che sott'acqua giace un pericoloso arsenale. "Secondo le stime più caute, circa 40mila tonnellate di armi chimiche sono sparse sul fondale, per non parlare delle 300mila tonnellate di munizioni convenzionali", spiega Polska. Insieme a Svezia e Finlandia, la Polonia si oppone da sempre al progetto russo-tedesco Nord stream. Un'alternativa potrebbe essere far passare il gasdotto via terra, attraverso... la Polonia.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
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A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.