Armi per tutti
Si chiamano Dingo, Leopard, Bo-105 o Type 214 e sono le star delle esportazioni tedesche: un blindato, un carro armato, un elicottero e un sommergibile, le cui vendite in questi ultimi dieci anni hanno spinto la Germania al terzo posto tra i paesi esportatori di armi (il 22 per cento del commercio mondiale), dietro gli Stati Uniti (il 30 per cento) e la Russia (il 23 per cento), osserva la Frankfurter Rundschau. Un risultato che non piace al quotidiano, per il quale "la Germania è diventata un grossista di armi". Dall'inizio del decennio le esportazioni tedesche sono quasi raddoppiate, afferma un rapporto dell'istituto di ricerca Sipri pubblicato il 15 marzo. "È vero che la maggior parte degli acquirenti sono delle democrazie stabili. Ma la fornitura di sommergibili a due eterni rivali come la Grecia e la Turchia non sembra un gesto molto distensivo", ironizza la Fr, che ha fatto del pacifismo uno dei suoi cavalli di battaglia.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Lo sfruttamento commerciale dei siti archeologici annunciato dal governo greco ha provocato uno scandalo. Ma in Europa è una pratica ormai diffusa.