Evasore e gentiluomo
"I panni sporchi dei Tory", titola il Guardian, che accusa il partito conservatore britannico di coprire l'ambigua situazione fiscale del vicepresidente Lord Ashcroft. Il magnate, che nel 2005 rivelò di aver versato nelle casse dei conservatori dieci milioni di sterline, ha rivelato il primo marzo di essere un "non-dom", ovvero un cittadino britannico residente all'estero. "Mantenendo questo status Lord Ashcroft ha evitato di pagare decine di milioni di sterline in tasse pur sedendo nella Camera dei Lord e amministrando le entrate dei Tory." Nel 2000 Ashcroft ha ottenuto il titolo nobiliare promettendo in modo "solenne e vincolante" di risiedere in Gran Bretagna. Tuttavia, nel corso degli ultimi dieci anni ha rifiutato di rispondere del suo stato legale, sostenuto dal partito conservatore. "Nessuno merita di rappresentare la nazione senza pagare le tasse", tuona l'editoriale del Guardian.
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.