L’Ue non riconosce l'occupazione israeliana
"Il 25 febbraio scorso sarà ricordato come una pietra miliare dai militanti palestinesi", scrive Le Soir. La Corte di giustizia dell'Unione europea (Cgue) ha deciso che i prodotti provenienti dalle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati non potranno più beneficiare del regime doganale preferenziale garantito a Israele dall'accordo di associazione con l'Ue. "Una decisione destinata a rappresentare un precedente", commenta il quotidiano belga. "Era da tempo che il dossier sulla 'regola dell'origine' avvelenava i rapporti commerciali tra Ue e Israele". L'8 dicembre scorso i Ventisette avevano ricordato che "i confini riconosciuti a Israele sono quelli dei cessate-il-fuoco del 1949", che non comprendono i territori occupati nel 1967 dove hanno sede 276 imprese israeliane, "che vanno dalla piccola azienda alla grande multinazionale".
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.