Maternità, diritto o dovere?
"L'Ue vuole mettere bocca su tutto", recita l'editoriale di Dagens Nyheter sulla proposta del comitato per i diritti delle donne del Parlamento europeo di estendere il congedo parentale. Il suo ammontare, che nei paesi dell'Unione varia da 14 a 28 settimane, potrebbe essere fissato a un minimo di 20, sei delle quali da sfruttare obbligatoriamente subito dopo il parto. "L'idea di una legge che obblighi le donne ad andare in maternità non è facile da digerire. Il congedo è un diritto, non un dovere. Una donna potrebbe avere delle ottime ragioni per andare a lavorare, e spetta a lei decidere, non alla Ue". Il fatto che siano stati dei deputati dell'Europa meridionale a presentare la proposta, inoltre, dimostra che questi "stanno cercando di usare l'Unione per costringere i loro paesi ad adottare delle riforme".
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.