Primi passi per i servizi segreti europei
Catherine Ashton vuole unire tre uffici di intelligence per creare un coordinamento generale dell'Unione, rivela euobserver.com. La responsabile del Servizio europeo di azione esterna, il "ministero degli esteri" dell'Ue istituito dal trattato di Lisbona, "vuole fondere in un unico dipartimento il Joint situation centre e la Watch-keeping capability del Consiglio europeo e l'unità di crisi della Commissione europea per aiutare le decisioni del Servizio in materia di sicurezza". Il Jsc "dispone di una cellula di agenti segreti distaccati dalla capitali europee" e di "informazioni classificate messe a disposizione dagli stati membri". La Wkc "raccoglie le informazioni ottenute dalle 23 missioni militari e di polizia dell'Unione", mentre l'unità di crisi "gestisce un sito sui 118 conflitti attivi nel mondo basandosi su fonti aperte e sulle ambasciate estere della Commissione". Il mandato del nuovo dipartimento non è ancora definito, ma non dovrebbe includere operazioni segrete sul terreno. Secondo un funzionario Ue, "Belgio e Austria avevano proposto la sua istituzione dopo l'attentato del 2004 a Madrid. "Ma siamo ancora lontani anni luce".
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.