Sicurezza a Bruxelles, questione di appartenenza
Dopo la recente ondata di violenza nella regione di Bruxelles, le autorità giudiziarie hanno annunciato che non tollereranno "nessuna zona senza legge" nella capitale, e che un piano per i processi rapidi è in corso di preparazione. "Ritorno alla tolleranza zero", "Sicurezza a Bruxelles, è polemica", titola la stampa francofona, secondo cui gli avvenimenti dividono fiamminghi e valloni e sono "una manna" per i partiti estremisti. "L'unanimità con cui la stampa e i partiti fiamminghi definiscono Bruxelles una città di tagliagole si basa sul pregiudizio che la Région-Capitale, amministrata principalmente da francofoni, sia un 'disastro' dove manca completamente il 'goed bestuur' (buon governo). Quest'immagine settaria riflette una percezione caricaturale di Bruxelles (...) che adombra una città dove si vive più che bene", commenta Le Soir. Secondo De Morgen, fiammingo, l'assenza di una "politica efficace" deriva dal fatto che "Bruxelles è un mostro istituzionale in cui undici governi diversi si disputano le competenze. I diciannove municipi [della regione di Bruxelles] e i sei distretti di polizia impediscono un approccio coordinato".
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.