Gli agricoltori contro l'austerity
"Infarto", titola To Ethnos dopo la paralisi imposta dagli agricoltori greci al paese e ai suoi vicini. "Da dieci giorni strade, porti e dogane della Grecia centro-settentrionale sono bloccati", constata il quotidiano. "Il governo bulgaro ha dovuto intervenire presso la Commissione europea per ottenere la riapertura di qualche via di comunicazione, ma il movimento degli agricoltori greci non si è ancora calmato. Anzi, almeno cinquecento di loro hanno manifestato nelle strade di Atene" il 25 gennaio. "Principali destinatari degli aiuti europei negli anni ottanta, oggi gli agricoltori reclamano un sostegno finanziario" di circa un miliardo di euro, spiega il quotidiano. "Ma le casse dello stato sono vuote e Bruxelles continua a fare pressioni sul governo perché risani l'economia. La carenza di materie prime comincia a farsi sentire e gli agricoltori minacciano di portare il paese al collasso, ma il premier Papandreou ha dichiarato che non cederà".
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.
Per scongiurare il rischio di uscire dall'euro, il governo greco ha approvato nuove misure d'austerity alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo. La classe politica del paese è ormai con le spalle al muro.
Lo sfruttamento commerciale dei siti archeologici annunciato dal governo greco ha provocato uno scandalo. Ma in Europa è una pratica ormai diffusa.