Wilders si difende con l'Islam
Il 20 dicembre è cominciato ad Amsterdam il processo a Geert Wilders. Il leader del partito di estrema destra Pvv è accusato di discriminazione e incitamento dell'odio razziale a causa delle sue dichiarazioni sui musulmani e la loro religione. De Volkskrant è sorpreso da alcuni dei 18 testimoni presentati da Wilders, in particolare Mohammed Bouyeri, l'assassino del regista Theo van Gogh. Wilders vuole usare Bouyeri per dimostrare che "l'Islam è una religione sostanzialmente cattiva", sostiene il quotidiano. Tra i testimoni ci sono anche Robert Spencer, direttore di Jihad Watch, due ayatollah iraniani e l'imam Fawaz Jneid, che aveva attaccato Van Gogh poco prima del suo assassinio. Ma De Volkskrant trova ancor più bizzarra la linea del procuratore Paul Velleman: "Il processo dovrebbe appurare se le parole di Wilders sono illegali o meno. Ma Velleman pensa che bisogni stabilire se hanno riscontro nella realtà".
Di fronte alla crisi e alla disoccupazione, i giovani lituani fanno come i loro antenati: emigrano. In decine di migliaia hanno già abbandonato il paese per stabilirsi in Gran Bretagna e Scandinavia.
La réunion de l’Eurogroupe n'a pas La riunione dell’Eurogruppo non ha messo fine all’incubo del debito greco. L’inefficienza di Atene pesa, ma i messaggi contraddittori e la mancanza di una strategia chiara da parte dell’Ue ha contribuito a rendere la matassa inestricabile.
A diciotto anni dal massacro di 800mila tutsi, nell'ex potenza coloniale la polemica sulle responsabilità di Parigi è ancora infuocata. E altre ombre, dall'Indocina all'Algeria, pesano sulle coscienze.